CHRISTY MOORE “Lily”

CHRISTY MOORE “Lily”

CHRISTY MOORE “Lily” Sony Records, 2016

di Alessandro Nobis

Planxty. Moving Hearts. Christy Moore. Dal suo disco di esordio “Paddy on the Road”, targato 1969 e recentemente ristampato (https://ildiapasonblog.wordpress.com/2016/06/17/christy-moore-paddy-on-the-road/), Christy Moore ha tracciato un lungo e ben tracciato sentiero nella musica irlandese, e non solo. Studio profondo della tradizione attraverso fonti scritte ed orali, suo adattamento a forme più accattivanti e ricche dal punto di vista musicale, scrittura di nuova musica facendo spesso riferimento a persone ed avvenimenti a noi contemporanee, proprio quello che A.L. Lloyd definiva come “folk song”: “quando una canzone racconta una storia è una folk song”. Questo è da oltre quarantanni Christy Moore, sorta di faro eternamente illuminato per i cultori e praticanti della musica irlandese di tutto il mondo, un cantante e chitarrista sopraffino con i piedi ben piantati nella storia del suo Paese, antica e recente.unknown

Stavolta Chrisopher Andrew Moore della Contea di Kildare, in compagnia del compagno di mille concerti Declan Sinnott, di Maìrtin O’Connor e Cathal Hayden tra gli altri, ci regala dieci ballate scritte da altri autori che il “nostro” ha incontrato e conosciuto nei decenni e che adesso ha voluto omaggiare con queste sue delicatissime interpretazioni, spesso eseguite nei suoi recital.

Il brano d’apertura, “Mandolin Mountain” scritto da Tony Small, “The Gardener” di Paul Doran a “Lily” composta a quattro mani con Wally Page che racconta di una Newbridge oramai trasformata in un città dormitorio fino alla rispettosa rilettura di “Wallflower” di Peter Gabriel sono giusto tre titoli che mi piace citare. Quello che sempre mi sorprende della musica di Moore è la sua rara capacità di mantenere il suo purissimo stile disco dopo disco, concerto dopo concerto, uno stile semplice che mi conquista ogni volta: insomma è come ascoltare un vecchio amico che ti narra di persone e di luoghi. Proprio come un cantastorie.

Questo disco, è bellissimo. Non so ho reso l’idea.

 

 

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