ANDREW CYRILLE 4et “The Declaration of Music Indipendence

ECM Records, 2016

di Alessandro Nobis

Negli anni Sessanta ci fu un momento in cui alcuni batteristi di area jazz decisero di ampliare il loro spettro sonoro con percussioni di vario tipo, soprattutto etniche, che non facevano parte del classico “drum set” dei loro colleghi più legati alle forme di musica afromericana più classica. Come sapete non mi ritengo un profondo conoscitore del jazz ma tre nomi mi vengono in mente, Famodou Don Moye (classe 1946), Milford Graves (classe 1941) ed Andrew Cyrille (classe 1939): di quest’ultimo l’ECM ha pubblicato queste registrazioni datate 2014 che registrò come leader in compagnia di Bill Frisell, del cesellatore Richard Teitelbaum (tastierista legato alle migliori produzioni del free jazz d’oltreoceano) e del bassista Ben Street. Tra brani improvvisati, una composizione di John Coltrane – ma da lui mai incisa – e brani scritti dai magnifici quattro la musica scorre via fluida e sempre più penetrante ascolto dopo ascolto; bellissimi i due brani introdotti dalle percussioni di Cyrille (il brano d’apertura “Coltrane Time“ e “Dazzlin’”), “Kaddish” scritta ed eseguita in solo (a parte qualche pennellata sul finale di Teitelbaum) da Bill Frisell ed il brano conclusivo, quella “Song for Andrew) eseguita in quartetto che ti invita a riascoltare ed assaporare ancora una volta questo notevolissimo “The Declaration of Music Indipendence”.

Per me, sei stelle su cinque.

 

 

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