GIUSEPPE D’AVENIA D’ANDREA “Ballate d’argilla”

Autoproduzione, 2016

di Alessandro Nobis

Arriva dalla piccola e suggestiva cittadina lucana di Pisticci questa musica autenticamente artigianale di un ottimo e raffinato chitarrista – dallo stile dichiaratamente renbourniano vista la grazia e la delicatezza dei suoi arpeggi – Giuseppe D’Avenia D’Andrea; un’autoproduzione naturalmente confezionata con grande cura sia nella sua parte estetica – copertina cartonata, curatissimo libretto – che in quella musicale, legatissima alla terra lucana nei testi e naturalmente nei suoni. Sembrerebbe di no, ascoltando il brano che apre “Ballate D’Argilla”, ovvero “Gigantella”, un’osmosi tra una giga irlandese ed una tarantella eseguite principalmente dalle uilleann pipes di Troy Donockley e dalla zampogna di Giulio Bianco: brano intrigante, decisamente intrigante, che ti invita all’ascolto delle restanti nove tracce.ballate_dargilla-906x1024

Ottimo autore il chitarrista lucano, sia di musiche che di testi: mi sono piaciute molto la narrazione di “Ritorno a Itaca” aperto dalla lettura in griko di un frammento omerico, il richiamo della terra natia mai sopito nell’animo umano, e anche “Pakkiana”, figura che per l’autore rappresenta la “tradizione” che oggi non esiste più, catturata dal “blob” nei nuovi media (“Pacchiana, perché non ci sei più / A noi tutti il tuo bel vico manca”). Un disco sincero, con arrangiamenti molto curati e musicisti – Ninfa Giannuzzi e Simona Cava con le loro voci espressive su tutti – che perfettamente colorano le dieci tracce di questo “Ballate D’argilla”, per ciò che mi riguarda una delle migliori produzioni in ambito neo-tradizionale ascoltate negli ultimi mesi. Naturalmente per averlo, non resta che il sito del musicista.

 

http://www.giuseppedaveniadandrea.it