NINO GATTI: “Syd Barrett. Alle soglie dell’alba”

NINO GATTI: “Syd Barrett. Alle soglie dell’alba”

NINO GATTI

“Syd Barrett: Alle soglie dell’alba”

Edizioni Chichy 2016. 139 pagg. € 7,80

di Alessandro Nobis

Questo non è ovviamente il solo volume esistente dedicato a Syd Barrett, purtuttavia la sua impostazione unita al favorevole prezzo mi hanno spinto al suo acquisto e, dal momento che ve ne parlo, alla sua lettura. Non amo particolarmente leggere biografie di musicisti, ciononostante saperne di più su una figura del mondo musicale come quella del musicista di Cambridge mi è stato utile per avere una visione più completa del suo ruolo e della sua influenza sulle generazioni che lo hanno temporalmente seguito.

Il libro, dicevo, ha un’impostazione interessante e diversa dal solito, e si presenta suddiviso in sezioni: la prima è “Alle soglie dell’alba”, un lucido e personale scritto dello stesso curatore Nino Gatti, sicuramente una delle persone che più hanno approfondito la ricerca e sviscerato le tematiche del fondatore dei Floyd alla quale segue una serie di ricordi personali inediti di amici di lunga data di Syd Barrett. “Le sue parole” è una serie di significativi estratti da interviste e dichiarazioni rilasciate alla stampa dallo stesso Barrett, e l’ultima sezione, “Le parole degli altri”, include chiarificatrici testimonianze di addetti ai lavori (musicisti influenzati dalla sua musica, giornalisti, da Daevid Allen a Joe Boyd per fare due nomi) sulla personalità e sulle sfaccettature barriettiane.

Completano doverosamente il “Alle soglie dell’alba” una dettagliata ma curatissima biografia ed accurate discografia e bibliografia.

Un volume dalla cui lettura si comprende quanto sia intensa la passione di Gatti per le “gesta barrettiane” e di quanto sia stato approfondito e curato in modo certosino il lavoro di ricerca per la realizzazione di questo bel volumetto.

Tutto ciò al di là del fatto che il 7 luglio da poco trascorso si siano contati dieci anni dalla scomparsa “biologica” di Syd Barrett.

 

GIUSEPPE FINOCCHIARO “Prospectus”

GIUSEPPE FINOCCHIARO “Prospectus”

GIUSEPPE FINOCCHIARO

“Prospectus”
 – DODICILUNE CD, 2016

di Alessandro Nobis

In un’epoca in cui imperversano con i loro pianoforti ammaliatori, affabulatori e incantatori di serpenti, la musica di questo “Prospectus” del siciliano Giuseppe Finocchiaro – seconda sua produzione per l’etichetta salentina dopo “Incipit” del 2008  – giunge come una ventata di aria fresca nel panorama jazzistico italiano. Senza entrare negli stereotipi della cosiddetta “mediterraneità” mi sembra di dover dire che la prima caratteristica che emerge dall’ascolto è il delicato lirismo con il quale traduce in musica le sue osservazioni visive; un organico ridotto all’essenziale (contrabbasso e tabla, ed un po’ di cajon) che ti fa apprezzare al meglio la capacità di scrittura del pianista e la sua preparazione strumentale. albums“Suspendido a ti” dal sapore argentino nella sua parte strumentale ed anche in quella struggente cantata da Martin Romero che scrive anche il testo, “Espanol” evoca il mondo musicale iberico, “Taranta” con l’archetto del contrabbasso ed il tappeto delle tabla richiama la tradizione della tarantella, la conclusiva ballad “When you feel lonely” in duo con il contrabbasso di Giovanni Arena sono gli episodi che ho apprezzato maggiormente.

Un’altra bella produzione dell’instancabile Dodicilune sempre alla ricerca della qualità, un gran bel disco, intenso, vario, da gustare in tutte le sue molteplici sfaccettature.

P.S. La premiata ditta “Steinway & Sons” ringrazia per l’ottimo uso di una delle sue creature.