“Chitarre per sognare”: DUCK BAKER

Colognola ai Colli, Verona. 24 giugno 2016

Per la decima edizione di questa bella rassegna dedicata alla chitarra, Giovanni Ferro – ideatore e anima di questa iniziativa – ha calato un autentico asso, ovvero Duck Baker di Richmond, Virginia. Era un bel po’ che non avevo l’occasione di vedere dal vivo Duck Baker, e devo dire che lo smalto e la bravura e la sua ficcante ironia sono rimaste inalterate. Ed è stato un altro piacevolissimo viaggio nella storia della musica americana, dalle arie per violino scoto irlandesi, al jazz di Fats Waller e Theloniuos Monk passando dal gospel di “Wade in the water” e di “I shall not be moved” interpretata tra gli altri anche da Mississippi John Hurt e Johnny Cash. Quello che più mi piace della musica di Duck Baker – uno dei pochi che usa una chitarra con le corde di nylon per il fingerstyle – è il modo con cui smonta e rimonta secondo la propria sensibilità i grandi classici che interpreta – operazione che nel già citato “Wade in the water” mi è apparsa in tutta la sua evidenza. Durante il suo breve set Duck Baker ha inoltre proposto alcuni suoi brani molto interessanti, come “Berkeley Humble Blues” e “The Blues is The Blues is The blues is”, quest’ultimo tratto dal suo recente “Deja Vouty” inciso in trio con John Edwards al basso e Alex Ward al clarinetto. In conclusione un assolutamente doveroso omaggio con “Forty – Ton Parachute” al leggendario Davey Graham, capostipite e faro indimenticato per tutti i chitarristi dell’area britannica.

Aveva aperto la serata l’ottimo chitarrista di Lecco Giulio Redaelli che con il suo stile basso alternato alla “Chet Atkins” ha rivisitato brani di Merle Travis e Scott Joplin ed eseguito alcune sue composizioni tra le quali cito la notevole “Aquiloni”. Da riascoltare, magari con più spazio a disposizione..

Tra Redaelli e Baker un omaggio a Gabriella Ferri da parte di Giovanni Ferro, Francesco Palmas, Dado Barbieri e Monica Tartari al canto.

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