PEO ALFONSI plays Heitor Villa-Lobos

“O Velho Lobo”
 Abeat CD, 2016

di Alessandro Nobis

HeitorVillaLobos5Se suoni la chitarra classica – ad un qualsiasi livello – non puoi evitare di misurarti con il songbook di Heitor Villa-Lobos. Puoi evitarlo, puoi fare finta di ignorarlo ma alla fine prima o poi la sua musica ti raggiunge, ti prende e non ti lascia più. Villa-Lobos, uno dei più importanti innovatori della musica brasiliana del ‘900, aveva presentato la sua “innovazione” alla “Settimana della musica moderna” al Teatro Municipal di Rio de Janeiro nel 1922 lasciando alla sua scomparsa, nel 1959, una notevole messe di composizioni, tra le quali il chitarrista sardo Peo Alfonsi ha scelto per questa bella incisione i “Cinque Preludi”, datati 1940, i “Dodici Studi” del 1929 e la “Suite Popolare Brasiliana”, composta tra il 1908 ed il 1912. E, al di là della bellezza ed intensità dell’esecuzione di Alfonsi, mi voglio soffermare sulla Suite Brasiliana, quella che a mio parere dà in modo mirabile il senso del lavoro di Villa – Lobos; si tratta di quattro movimenti (Mazurka, Scottisch, Valzer e Gavotta, più un Choro solitario) ognuno dei quali in coda ha appunto un “Choro”, ovvero un “lamento, pianto”, la sintesi a mio modesto avviso della musica popolare brasiliana: nella seconda metà dell’Ottocento i musicisti popolari di Rio iniziarono a suonare un repertorio di danze di origine europea utilizzando ritmi di origine africana e creando quindi la vera essenza, la mescolanza di culture, uno dei tratti caratteristici della cultura musicale brasiliana.

Alfonsi, già nel suo “Passi difficili”, introvabile album d’esordio con Massimo Ferra aveva suonato due brani dedicati a Villa Lobos ed ora, trentacinque anni dopo, ha trovato il tempo – tra Al Di Meola, il duo con Salvatore Maiore, il trio Ammentos e l’omaggio a Pat Metheny – di incidere questa gemma che, ne sono sicuro, farà avvicinare alla musica di Heitor Villa-Lobos molti ascoltatori un po’ distratti……..

Di questo lo voglio ringraziare.