JORDI SAVALL, MONTSERRAT FIGUERAS “Battaglie e lamenti”

JORDI SAVALL, MONTSERRAT FIGUERAS “Battaglie e lamenti”

MONTSERRAT FIGUERAS – HESPERION XX – JORDI SAVALL

“Battaglie e lamenti”
 ARCHIV PRODUKTION CD, 1982 – 2016

di Alessandro Nobis

Registrato nel 1981 in quel di Berlino, è stato pubblicato solo di recente quella che credo sia l’unica registrazione effettuata da Jordi Savall per la storica etichetta Archiv Produktion. Per la precisione però, Savall pubblicò per la sua Alia Vox nel 2000 un altro CD dallo stesso titolo, nel quale erano inclusi solamente due brani contenuti nel disco Archiv (gli autori erano Barbara Strozzi e Iacopo Peri).

Oltre a Savall naturalmente parteciparono a questa sessione di 35 anni fa l’Ensemble Hesperion XX (con tra gli altri il clavicembalista Ton Koopman) e la soprano Montserrat Figueras.

Il repertorio, tutto composto da vari autori tra il 16° ed il 17° secolo, è così particolare, così diverso dalla più conosciuta musica barocca da avermi lasciato letteralmente a bocca aperta per la sua originalità e bellezza. “Battaglie”, “Lamenti” e “Canzoni in echo” sono le tre tipologie presenti eseguite con la solita, si fa per dire, maestria, perizia ed intensità interpretativa da questo gruppo di musicisti che a tutt’oggi sono quanto di meglio sia possibile ascoltare nell’ambito del repertorio barocco e pre barocco.SAVALL

Le più sorprendenti, almeno per noi neofiti, sono le “Canzoni in Echo”: di origine è veneziana erano la geniale alternanza di parti musicali e cantate che prese il nome di “Cori Spezzati”. La loro naturale evoluzione furono appunto le “Canzoni in Echo”, nella quali – in poche parole – una parte dei musicisti esegue un frammento del brano ed immediatamente dopo altri musicisti ripetono le ultime battute in una sorta di effetto eco. I “Lamenti” – qui sono presenti quello composto da Jacopo Peri (“Lamento di Jole”) e da Barbara Strozzi (“Sul Rodano severo”) – rappresentano invece le più intime emozioni dell’animo umano, e l’esecuzione di Monserrat Figueras, Ton Koopman, basso continuo e tiorba ci restituisce perfettamente l’atmosfera e le idee che erano alla base di questo tipo di composizione.

Infine le “Battaglie”, composizioni direi descrittive nelle quali la partitura riproduce suoni di fanfare militari, urla guerresche, incrociare di spade attraverso l’uso di ritmi martellanti, ripetizione frequente delle stesse note e delle parti cantate; tra queste sottolineo “Aria della battaglia a 8” di Annibale Padovano che apre questo esemplare disco.

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FRANCO MORONE “Back to my best”

FRANCO MORONE “Back to my best”

FRANCO MORONE

“Back to my best” Acoustic Guitar Records, 2012

di Alessandro Nobis

A questo punto della sua carriera – nel 1990 esordisce con l’ottimo “Stranalandia” – Franco Morone si ferma un attimo e volge il suo sguardo all’indietro, quasi per fare un bilancio di questi ventidue anni trascorsi in compagnia della sua chitarra. Riascolta le vecchie incisioni, i missaggi, gli arrangiamenti, ne sceglie una quindicina e decide di risuonarli, per dirla alla Jannacci “per vedere l’effetto che fa”. Va a pescare nel suo “vecchio” repertorio, dal già citato “Stranalandia”, da “Guitarea” del ’94, “Melodies of memories” del ’98 e da “Running Home” del 2001, in pratica i suoi primi quattro album di composizioni originali, tra i quali – nel 2007 -si inserisce lo splendido “Irish Tunes” dedicato come si può ben capire al mondo della tradizione celtica, alla quale Morone ha numerose volte dimostrato amore e grande capacità di interpretazione.

Non è certamente un’operazione nostalgica, piuttosto la voglia di sfidare se stesso e la sua musica, risuonandola con il “senno di poi” e soprattutto con un’attenzione diversa considerato che nel frattempo sono passati diversi anni nei quali ha tenuto numerosissimi concerti ed ha potuto via via rielaborare alcune tra le composizioni che hanno nel tempo incontrato il favore del pubblico.

Ecco quindi “Parata dei saltimbanchi” e “Flowers from Ajako” da “Melodies of memories”, “Strangeland” dal suo album d’esordio, e ancora “New Oopart”, “Walk on J.J. Cale’s walk“ e “Picking the joys of life” dal suo quarto CD, solo per citare alcune perle di questo nuovo capitolo della vita musicale di questo che a detta di molti è uno dei più raffinati interpreti della chitarra acustica “fingerpickin’” in circolazione per la sua tecnica diamantina e per la sua capacità di fare sue le melodie più diverse, suonandole in modo tutt’altro che calligrafico. Una dote rara.