JOHN RENBOURN

“The Attic Tapes”
 RIVERBOAT RECORDS, CD, 2015

di Alessandro Nobis

John Renbourn stava lavorando a questa pubblicazione di suoi inediti, diciamo, ascrivibili alla “prima fase” della sua carriera. Anche se non ci sono precise date di queste registrazioni, dalla lettura delle note di copertina scritte dallo stesso musicista si evince che esse risalgano ai primissimi anni sessanta. Alcuni dei 20 brani qui presenti avrebbero fatto parte del suo repertorio per il resto della sua vita come “Candyman” presa dal repertorio di Ramblin’ Jack Elliott, altri sono una nitida fotografia della Londra “acustica” di quegli anni dove lui, con Bert Jansch, John Martyn, Davey Graham e Wizz Jones la facevano da padrone nei fumosi folk club nei quali predicavano il verbo del finger picking. Le registrazioni sono di qualità più che buona, qualche brano è eseguito dal vivo con altri musicisti come John Martyn, Mac MacLeod, Beverley Martyn o Davy Graham”, altri sono registrati in privato: tra questi impeccabili versioni di Anji” dell’amico Bert Jansch (poi ripresa dagli Stones e chiamata “Angie” nel disco Goat’s Head Soup), di “Pickin up the sunshine” di Donovan Leitch e sue composizioni come “Beth’s Blues”, “Judy” e “Plainsong”.

Non aveva nemmeno compiuto diciannove anni ed il suo stile era già perfettamente cristallino, e oggi dopo l’ascolto di queste registrazioni possiamo chiederci come sia riuscito a mantenere inalterata la purezza del suo fino alla fine. Nel libretto allegato, una foto con Wizz Jones, che lo avrebbe aspettato nel club per un concerto il 25 marzo dell’anno passato. Ma John non vi sarebbe mai arrivato.

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