ALÌ’NGHIASTRË “Erba medica e veleno”

ALÌ’NGHIASTRË “Erba medica e veleno”

ALÌ’NGHIASTRË

“Erba medica e veleno”

Associazione Culturale Alì’nghiastrë, 2016

di Alessandro Nobis

Bella l’idea di dedicare un disco al mondo vegetale, un sorta di erbario musicale; l’ha avuta l’Ensemble Alì’nghiastrë, quartetto di base a Trento nel quale militano la cantante, percussionista e chitarrista Sara Giovinazzi, la violinista Lucia Cabrera, il violoncellista Gianmaria Stelzer ed il chitarrista Enrico Breanza. Costituitosi nel 1998, il gruppo ha subito numerose trasformazioni, incidendo tre ellepì prima di questo nuovo “step” nella storia del gruppo. Questa formazione in quartetto ha raggiunto un equilibrio sonoro ottimale e la scelta di dedicare tutto il lavoro al mondo vegetale mi pare vincente ed originale.

Dal vischio al mirto, dal lauro al sambuco, la musica si ascolta piacevolmente ed è tutta intrisa di tradizione popolare dell’area mediterranea, con riletture di Rosa Balestreri, Rino Durante e due brani di nuova composizione. “Non potho riposare”, ad esempio, è uno dei simboli della tradzione musicale sarda, i testi in greco di “Arapines” (mirto) e di “Ela apopse stou Thoma” (sesamo) la dicono lunga sulla loro origine così come la Taranta di San Marzano (ruta).

La voce di Sara Giovinazzi è sempre interessante, e visto il repertorio anche duttile ed espressiva, e con lei i compagni di viaggio hanno costruito arrangiamenti ben articolati (presumo che siano stati elaborati dal gruppo intero) e sull’affidabilità di Enrico Breanza, Lucia Cabrera e Gianmaria Stelzer c’è poco da dire se non apprezzarla assieme alla loro capacità di dialogo.

La prova del fuoco, per Alì’nghiastrë, sarà quando verrà il momento di comporre musica originale “in toto”: le radici nella tradizione ci sono, e sono ben salde. Quindi…………

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