EDWARD HOPPER A PALAZZO FAVA, BOLOGNA.

25 marzo – 26 luglio 2016

di Alessandro Nobis

Se sperate di ammirare “The Nighthawks” (1942) oppure “Gas” (1940) del divino Hopper potete tranquillamente risparmiare il viaggio ed il biglietto d’ingresso (€ 13). Alla mostra che ti tiene a Bologna questi due dipinti non ci sono.

Le opere esposte infatti provengono tutte dal Whitney Museum di New York e quindi le magnifiche immagini esposte all’Art Institute di Chicago là sono rimaste. Peccato. Molto peccato.

Se volete invece avvicinarvi a questo pittore americano, l’esposizione è interessante, da vedere. Aperta fino al 25 luglio, la mostra è disposta su due piani all’interno di Palazzo Fava, a pochi metri di Via Indipendenza ed a dieci minuti dalla Stazione Centrale.

Oltre a magnifici bozzetti in carboncino (ad esempio quello preparatorio di “Gas”), acquerelli e gessetti, vi sono altre opere fondamentali, ovvero quelle del periodo “parigino” in completo stile impressionista e quelle “americane” nelle quali l’artista ha saputo cogliere come nessun altro scorci e luci della provincia: “Second Story Sunlight”, “Apartment Houses East River” e “Office at Night”.

L’idea di prendere il pxx 1acchetto di dipinti da una Collezione privata o da un Museo e riproporla altrove non sempre paga e appaga, quindi per quello che mi riguarda la visita della mostra – ve la cavate con meno di novanta minuti – ha parzialmente deluso le mie aspettative.

Pettegolezzo: tra i gadget c’è una gomma da cancellare con la riproduzione di “Gas”, ed in altri volumi in vendita ci sono riprodotti entrambi i dipinti citati in apertura. Piccole cadute di stile, direi.
NIGHTKAWKSQuindi, una volta tornato a casa, ho messo sul giradischi l’ottimo “Open all Nite” dei Nighthawks del 1976 – sì, quello che ha in copertina “quel” quadro – e ho immaginato di essere in qualche locale chicagoano ad ascoltare dell’eccellente quanto tosto blues elettrico in compagnia del quartetto di Mark Wenner, Jimmy Thackery, Jan Zukowsky e Pete Ragusa con l’aggiunta di Bob Margolin e Pinetop Perkins della band di Muddy Waters.

Sonny Boy Williamson, Willie Dixon, Elmore James e Muddy Waters nel menù di questo bel disco, da riascoltare assieme ai due episodi di “Jack & Kings” targati 1978 e 1982.

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