RAN BLAKE “Chabrol Noir”

RAN BLAKE “Chabrol Noir”

RAN BLAKE

“Chabrol Noir”, Impulse, 2015

di Alessandro Nobis

Ho conosciuto la musica di Ran Blake con il suo bellissimo disco “Improvisation” inciso con Jaky Byard e prodotto dall’etichetta milanese Soul Note di Giovanni Bonandrini nel 1981. Mi era piaciuto soprattutto il contrasto tra i due stili pianistici, così tanto immerso nella tradizione afroamericana quello di Byard quanto ne era lontano quello di Blake, più vicino a certi compositori del Novecento tanto da essere considerato un esponente di spicco di quella corrente chiamata da Gunther Schuller “Third Stream” equidistante dal jazz e dalla tradizione classica, appunto.BLAKE BYARD
E quindi dopo tutti questi anni ho ascoltato questo suo “Chabrol Noir”, registrato nel 2012 ma pubblicato dalla storica etichetta Impulse! solo l’anno scorso.

Come si evince dal titolo, si tratta di scritture dedicate al registra francese Claude Chabrol, principale esponente del cinema Novelle Vague d’oltralpe, ed ai suoi due collaboratori più stretti, il direttore della fotografia Jean Rabier ed il compositore Pierre Jansen, composizioni che contengono anche frammenti di colonne sonore di tre episodi della filmografia di Chabrol (Les Bonnes Femmes”, “Le Boucher” e “La rupture”): nel complesso undici brani originali e, tra gli altri, una rilettura di Max Roach (“Garvey’s Ghost) e di Brahms (“Viern Ernste Gesange”), quasi a sigillare l’appartenenza di Ran Blake alla cosiddetta “terza corrente”. Brani eseguiti in solo, qualcuno in duo con l’illuminante sax di Ricky Ford (che esegue anche un brano in solitudine, “Nada”) ed uno co la voce di Dominique Eade (“I’m going to see my son”).

Introspettivo, elegante, sontuoso.

Grazie di essere ritornato sul mio giradischi, Mr. Ran Blake!