PEO ALFONSI

“Itaca” EGEA Records, 2010 – Pubblicato su Folk Bulletin, 2010

di Alessandro Nobis

E’ stato pubblicato ai primi di febbraio e si pone già come uno dei migliori dischi di questo 2010. E’ “Itaca”, la nuova fatica del compositore – chitarrista sardo Peo Alfonsi, raffinato strumentista che per l’occasione ha “convocato” in studio un nugolo di musicisti di grande valore come il trombettista Kyle Gregory, il clarinettista Gabrilele Mirabassi, il contrabbassista – violoncellista Salvatore Maiore ed il percussionista Antonio Mambelli.

Sebbene i suoi compagni di viaggio siano frequentatori soprattutto dell’universo jazzistico, nelle undici composizioni di Alfonsi dimostrano di essere perfettamente a loro agio, regalando anche momenti nei quali viene facile riconoscere lo stilema della musica afroamericana: gli assoli, l’interplay, le sfumature e le coloriture che danno un valore aggiunto alle partiture del chitarrista sardo.

In questa musica c’è l’amore per il sudamerica, c’è certamente il jazz, ci sono le atmosfere ed i profumi della sua terra di origine e c’è soprattutto il gusto di elaborare qualcosa di originale. “Gismontiana” ad esempio, ispirata e dedicata al grande Egberto Gismonti con il clarinetto, il flicorno ed il violoncello che si rincorrono ripetendo il tema, “Femme fetal” nel quale è evidente già nell’incipit quanto lo stile di Ralph Towner sia stato importante nella formazione di Alfonsi, o ancora “Wis for Wheel”, dedicata a Kenny Wheeler e quindi con in evidenza il flicorno di Kyle Gregory.

Ma a nostro parere sono “Samovar”, una bellissima ballad eseguita in “solo”, “Naele” in duo con Mirabassi e “Le mille una note” che ci danno la cifra stilistica di Peo Alfonsi da Cagliari, che a nostro avviso ha pienamente assorbito e personalmente rielaborato la lezione di coloro che preferiscono la cura della melodia e dell’aspetto compositivo all’esibizione puramente tecnica: i già citati Gismonti e Towner, ma ci sembra anche Guinga e Marco Pereira. E se uno come Al Di Meola ha scelto l’intelligenza e la bravura di Peo Alfonsi per il suo quartetto acustico, ci sarà pure una ragione……