IL DIAPASON INTERVISTA IL “SETTIMINO DELL’OCA RINA”

IL DIAPASON INTERVISTA IL “SETTIMINO DELL’OCA RINA”

Una delle novità recenti – molto recenti – del panorama musicale veronese legato in qualche modo alla tradizione è il “Settimino dell’Oca Rina” formato, come dice il nome, da sette ocarine. Inedito per l’areale veronese, l’ensemble ha un nome simpatico ed accattivante, un gioco di parole che difficilmente – una volta sentito – si dimentica. Il Diapason ha quindi subitaneamente contattato uno dei membri dell’orchestra, Tommaso Tommo Castiglioni, per sapere di più  a proposito dell’Oca Rina.

Come nasce l’idea di fondare una piccola orchestra di ocarine?

Il Settimino dell’Oca Rina nasce grazie alla curiosità e alla passione di sette musicisti veronesi che nel maggio 2015, dopo essersi recati al Festival Internazionale dell’Ocarina tenutosi a Budrio (BO), decidono di avvicinarsi allo studio di questo insolito strumento.

07 OCA RINA

Qual è la storia di questo strumento e quali sono in Italia le zone dove è ancora “in auge”?

L’ocarina fu inventata a Budrio (BO) nel 1853 da Giuseppe Donati. La sua forma ovoidale allungata ricorda il profilo di un’oca privata della testa (il nome infatti deriva da ucareina, diminutivo di oca in dialetto bolognese). L’idea vincente fu quella di costruire una famiglia di ocarine grandi e piccole intonate tra di loro. Nacque così il primo Gruppo ocarinistico budriese, formato dallo stesso Donati e da alcuni suoi amici con il nome de “I Celebri Montanari degli Appennini”; le loro prime tournées in Europa a fine ottocento diffusero l’interesse e la passione per questo strumento, raggiungendo anche gli Stati Uniti nel XX° secolo e ogni angolo del pianeta al giorno d’oggi.

Fino alla metà del secolo scorso, da noi erano abbastanza comuni le orchestre di mandolini – o di plettri in generale – che proponevano sia un repertorio popolare che di brani tratti dalla musica classica e lirica, ed avevano anche la funzione di far conoscere questi generi alla gente comune che non poteva permettersi una radio nè tantomeno un grammofono. Il vostro repertorio si inserisce in un contesto simile oppure si muove in altre direzioni?

 Il repertorio del Settimino spazia da musiche tradizionali e popolari ad arrangiamenti di brani classici ed operistici a trascrizioni di celebri brani di musica leggera e da film.

 Chi sono i componenti della vostra orchestrina?

Ognuno di essi proviene da studi musicali di diverso genere che li hanno resi professionisti nel loro settore, oltre che appassionati insegnanti: Daniele Cipriani, alla prima ocarina in Do, è anche saxofonista e direttore di banda; Michele Colò, alla seconda ocarina in Sol, suona anche clarinetto e fisarmonica, Elena Zavarise, alla terza ocarina in DO, è anche flautista; Daniele Pianegonda, alla quarta ocarina in Sol, anch’egli flautista, si specializza successivamente in musica antica col flauto traversie; Giordano-Bruno Tedeschi, alla quinta ocarina in Do, è anche trombonista di nascita e polistrumentista nella vita; Valentina Ferrarese, alla sesta ocarina in Sol, suona anche il sassofono; Tommaso Castiglioni, alla settima ocarina in Do, è anche percussionista e polistrumentista

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