ROBERTO OTTAVIANO “Astrolabio”

ROBERTO OTTAVIANO “Astrolabio”

ROBERTO OTTAVIANO

“Astrolabio” – Dodicilune, 2015

di Alessandro Nobis

Al di là di tutto, a questo “Astrolabio” va tutta la mia entusiastica stima per avere – diciamo così – riportato alla luce parte del magnifico repertorio di uno dei gruppi inglesi più importanti (oltre ad essere il mio preferito) ed allo stesso tempo più caduti nell’oblìo, i Gentle Giant dei fratelli Shulman. E che questa operazione di “restauro innovativo” sia opera di uno dei più intelligenti musicisti del panorama jazzistico dei nostri tempi la dice lunga sul valore delle composizioni di quel gruppo britannico, per la verità più apprezzato in Italia che al di là della Manica.

Quattro fiati, quattro musicisti di livello assoluto, un’ora di musica che si ascolta tutta di un fiato, e poi si riascolta e si riascolta fino ad apprezzarne tutte le sfumature. Roberto Ottaviano (sax soprano), Gianluigi Trovesi (clarinetto alto), Michel Godard (Tuba ed anche basso elettrico) e Glenn Ferris (trombone) – quindi senza sezione ritmica “canonica” – suonano queste composizioni di Roberto Ottaviano (tutte portano la sua firma tranne le due citate, “Meu Sidi Ibrahim” di autore anonimo e appartenente al repertorio araboandaluso e “Hicaz Mandira” del Sultano Abd Al-Aziz composta nel 1830) con grande affiatamento, tema dopo tema, assolo dopo assolo confezionando uno dei più interessanti dischi di jazz che ho ascoltato di recente.

Segnalo “Natural Hero” introdotta da Godard alla tuba con un bel solo, sul quale si innesta il magico clarinetto di Trovesi, “Antidotum” dal vago sapore di danza popolare aperta da Glenn Ferris con a seguire i soli di Ottaviano e Trovesi e ……….. a voi il piacere di scoprire il resto.

Ancora complimenti alla Dodicilune Records.

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