COLIN HARPER & JOHN McSHERRY: The Wheels of the World

COLIN HARPER & JOHN McSHERRY: The Wheels of the World

COLIN HARPER with JOHN McSHERRY      

“THE WHEELS OF THE WORLD: 300 Years of Irish Uillean Pipes”

JAWBONE PRESS, 2015. 619 Pagine

di Alessandro Nobis

Il secondo volume presentato nella sede dell’Armagh Pipers Club nell’ambito del WKPF, ad Armagh in Irlanda lo scorso novembre – il primo era quello di Fintan Vallely del quale potete leggere la recensione su questo stesso blog – è stato “The Wheels of the World: 300 Years of Irish Uillean Pipes”, scritto a quattro mani dal piper John McSherr (Lùnasa, Coolfin per citare solo due gruppi ai quali ha dato un fondamentale contributo sonoro) e Colin Harper, giornalista e scrittore (suoi “Dazzlins Sampler: Bert Jansch and the British Folk Revival” e “Bathed in Lightning: John Mclaughing, the 60s and the Emerald Beyond”).

Sapere ad esempio che nel 18° secolo era vietato l’uso delle uilleann pipes e che l’uso delle stesse sopravvisse grazie agli emigranti irlandesi in America dopo la carestia del 1845, o che le registrazioni fatte da Johnny Doran nel 1948 furono uno step seminale per le seguenti generazioni di pipers irlandesi, sono solo due delle centinaia di informazioni e di aneddoti che i seguaci di questo strumento, e più in generale della cultura irlandese, troveranno leggendo questo interessantissimo e corposo volume pubblicato da Jawbone Press nel 2015. Qui si legge delle gesta di William Kennedy (vissuto tra il 18° e 19° secolo) della contea di Armagh, cieco dall’età di quattro anni ma abile liutaio ed egli stesso piper, di Willie Clancy e di Paddy Keenan, di Seamus Ennis (fotografato in una session di registrazione nella copertina assieme a Jean Ritchie nel 1952) e di Leo Rowsone ma non solo: si parla anche delle nuove generazioni, delle registrazioni rintracciabili e della figura di John Brian Vallely , presidente dell’Armagh Pipers Club, eccellente didatta e ottimo musicista, una delle individualità di spicco della cultura nordirlandese che tanto si prodigano per allevare nuove generazioni di musicisti, come testimoniano gruppi come i Connla e i Cuig. Inoltre nella prima appendice una interessantissima ed illuminante raccolta di interviste pubblicate dall’autorevolissimo settimanale londinese Melody Maker tra il 1976 ed il 1978 ad alcune delle figure più imporanti figure de movimento di rivitalizzazione del folk irlandese come Liam O’Flynn e la Bothy Band.

Volume imperdibile, per me.

http://www.jawbonepress.com

Annunci