Sabato 30 gennaio, alla Fontana di San Pietro in Cariano, nella Valpolicella veronese, ci sarà il debutto di SOUNDFUL QUINTET, il nuovo progetto del compositore chitarrista veronese Enrico Breanza, del quale avevamo parlato in occasione della pubblicazione del CD Wise One con Cesare Valbusa e Gianni Sabbioni. Per capire meglio l’orientamento di questo nuovo quintetto gli abbiamo rivolto alcune domande.

  • Come è nata l’idea per questo tuo nuovo progetto?

Negli ultimi anni ho fatto esperienze con strumenti e strumentisti di area “classica”, in particolare archi. Mi piaceva l’idea di rivedere alcune mie vecchie composizioni con un arrangiamento nuovo, cameristico, e di scrivere musica nuova pensando già a queste sonorità. Nel frattempo mi è ritornato un amore potente per il Jazz, quindi questo progetto è orientato alla fusione di linguaggi e sonorità provenienti da questi due ambiti.

  • Quali strumenti e musicisti hai pensato di coinvolgere?

Ho coinvolto una violoncellista e una violinista con grande esperienza in ambito classico, ma con formazione ed esperienza anche Jazzistica: Paola Zannoni al violoncello e Maria Vicentini al violino e viola. E poi una sezione ritmica: Andrea Oboe, un giovane batterista molto promettente e il Maestro Attilio Zanchi al contrabbasso. Quest’ultimo non ha bisogno di presentazioni, perché è uno dei decani del Jazz Italiano.

  • Come hai elaborato gli arrangiamenti, e quali aspetti volevi valorizzare maggiormente?

Gli arrangiamenti sono nati attraverso un lavoro di esperienza diretta con gli archi. Le due musiciste collaborano da anni e mi piaceva l’idea che trovassero un loro “funzionamento” da sezione. Il Jazz trova posto in particolare nella disposizione all’improvvisazione.

  • Eseguite composizioni del tuo repertorio o hai composto nuovi temi e partiture specificatamente per questo “SOUNDFUL QUINTET?

Alcuni brani fanno parte del mio repertorio di composizioni, altri sono stati scritti per questo specifico progetto. Tutti gli arrangiamenti sono stati ripensati in funzione di questa nuova formazione.

  • La ritmica con Attilio Zanchi e Andrea Oboe mi sembra piuttosto orientata verso il jazz………

Si, perché il Jazz è un mio grande amore e volevo quel genere di approccio ritmico, quella disposizione tipica.

  • SOUNDFUL QUINTET si aggiunge ai tuoi altri progetti o ne va a sostituire qualcuno?

Soundful si aggiunge a tutti gli altri progetti. In un certo senso include ogni formazione “parziale” che potrà esibirsi con questi stessi musicisti. Duo, trio etc… Dunque è un progetto modulare, la continuità è data dalla mia musica, dall’approccio a cavallo tra classica e Jazz e da una disposizione di fondo all’ ascolto consapevole tra musicisti attraverso l’interplay.

  • Andrete in studio a registrare?

Me lo auguro, fa parte del progetto arrivare ad un “prodotto”.

  • Hai mai pensato al crowfunding per realizzare un CD per questo progetto?

Il crowfunding un meccanismo molto delicato. Può essere una buona idea, ma io preferirei trovare altre forme di finanziamento, dove è chiara la figura di chi produce, con oneri e “onori”.

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