FINTAN VALLELY “Companion to Irish Traditional Music”

FINTAN VALLELY “Companion to Irish Traditional Music”

FINTAN VALLELY

“Companion to Irish Traditional Music” Cork University Press, 2^ Ed.ne 2011. Pagine 832

Pubblicato alla fine del 2011 ma passato praticamente inosservato in Italia – strano Paese il nostro, capace di festeggiare con musica e fiumi di birra San Patrizio ma distratto nell’apprezzare opere monumentali sulla musica irlandese come quella di cui stiamo parlando -, questo volume di Fintan Vallely, musicista ed etnomusicologo, passa per essere la seconda edizione dell’omonimo volume edito nel 1999. In realtà lo va a sostituire nella sostanza visto che dalle 478 pagine – dello stesso formato naturalmente – si passa alle 832, oltre a presentare una time-line della storia d’Irlanda ed una bibliografia molto precisa sulle pubblicazioni di carattere musicale.

Con oltre 200 contributi di musicisti e di musicologi, il volume presenta migliaia di schede – facilmente consultabili, precise e complete – riguardanti gli strumenti, i musicisti, le danze, i luoghi e quant’altro nei secoli abbia dato origine e perpetui tuttora la musica tradizionale irlandese.

E, ci tengo a sottolinearlo, non è un volume dedicato agli specialisti, ma invece si rivolge al più vasto pubblico amante delle tradizioni popolari di questo Paese.

Volete sapere la storia delle Uilleann pipes? La biografia e le opere di William Kennedy o di Turlogh O’Carolan? La differenza tra jig, reel e slow dance? Le vicende dei Planxty o del Ceoltoiri Chualann? In cosa differiscono le tradizioni delle Contee di Donegal e di Clare? Qui potrete soddisfare tutte le vostre curiosità di musicisti e appassionati. Tre parole finali: un volume fondamentale.

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LA MESQUIA “Podre”

LA MESQUIA “Podre”

LA MESQUIA

“Podre” – Musitrad, 2014

PUBBLICATO DA FOLK BULLETIN, 2014

Se l’obiettivo de La Mesquia era quello di riferirsi alla propria storia – musicale e naturalmente linguistica – per poi produrre nuova musica, beh, l’obiettivo è stato centrato pienamente. Lo abbiamo detto altre volte, questo è il migliore dei modi per traghettare suoni e parole verso il futuro, ma questo “Podre” ci ha colpito sin dal primo ascolto per la sua freschezza. Certo dalle valli Occitane – questa l’area dove opera il gruppo – nei decenni passati sono stati molteplici gli esempi lodevoli di recupero e di riproposta, citiamo solo i Lou Dalfin, e questo “Podre” ci aggiorna sul lavoro che questo gruppo di musicisti sta portando avanti. La Valle Stura, la Valle della Bisalta, la Val Grana e la Val Varaita nascondono tesori culturali e naturali purtroppo poco conosciuti che rischiano di venire devastati, ed ascoltando questo disco viene la voglia di partire per il cuneese per conoscere il retroterra culturale che questo straordinario ensemble propone.

Quattordici sono le tracce, tutte originali, e rigorosamente acustica la strumentazione: ghironda ed organetto naturalmente, eppoi violino e viola, flauti, fisarmonica e cornamusa oltre naturalmente alla voce. In tutte c’è lo “zampino” di Remo Degiovanni – come autore di testi e musiche e come co-autore – già fondatore dei Roussinhol e profondo conoscitore e divulgatore della cultura occitana; con lui Chiara Cesano, Manuel Ghibaudo, Francesco Giusta e Luca Pellegrino, strumentisti di prima classe impegnati anche alla stesura degli arrangiamenti.

Una perla è l’unico strumentale, “Suni D’Orelha – Farfoi – Sòre” arricchito dal suono dell’arpa, ma ci sono piaciute particolarmente anche “Poison” con le sue tematiche ecologiste e “Politicants”, che narra la dura vita della gente occitana e dei “politicanti” che arrivano solamente per derubare la terra delle sue risorse e gli uomini dei loro denari.

Un gran bel disco. Val la pena cercarlo.

 

Contatti: lamesquia@virgilio.it