MARI BOINE PERSEN

“Gula Gula” – Real World, 1991

PUBBLICATO SU FOLK BULLETIN cartaceo, febbraio 1991

Si può proporre musica etnica – anche di aree tradizionalmente lontane e poco accessibili – salvaguardando allo stesso tempo gli stilemi e introducendo suoni “moderni” per avvicinare il grande pubblico a queste forme musicali? La risposta, soggettiva. È a mio avviso racchiusa in questo Gula Gula, straordinario lavoro della cantante lappone Mari Boine Persen e pubblicato dalla sempre più intelligente e sorprendente Real World di Peter Gabriel. La Lapponia, come certamente saprete, è un territorio politicamente non definito compreso tra Norvegia, Svezia, Finlandia e Unione Sovietica, il cui popolo – minoranza etnica in tutti questi Stati “sovrani” – sopporta da molto tempo una condizione di inferiorità all’interno di queste società “avanzate”. Mari Boine Persen canta questa inferiorità componendo canzoni che seguono rigorosamente lo stile del suo popolo riproponendo suoni antichi con la sua espressiva e dolcissima voce nordica e attraverso strumenti tradizionali, ed inserendo allo stesso tempo suoini di culture diverse (e di tempi diversi) senza comunque stravolgere mai l’operazione di riproposizione; che. Dopo numerosi ascolti, mi ha convinto a considerare questo “Gula Gula” una delle migliori produzioni etniche dell’appena trascorso 1990 come “Rosenfole” della norvegese Agnes Buen Garnas lo era stato per il 1989. Segnalare i brani più significativi, al solito, è impresa ardua, ma l’iniziale “Gula Gula” (ripresa anche dal sassofonista norvegese Jan Garbarek nel suo ultimo e bellissimo disco) o la struggente “Duinne” (con la sottile chitarra di Eivind Aarset) ci sembrano doverosi di citazione.

Un altro centro quindi per la Real World, etichetta che in pochi anni di vita sta imponendosi per la qualità (e non per la quantità, una volta tanto), delle produzioni, sopravanzando altre case discografiche fossilizzate sulla produzione di musica etnica “archeologica”, utile certamente per lo sparuto gruppo di sttudiosi ma inavvicinabile per la massa del pubblico, alla ricerca oggi come mai di musiche “nuove”.

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